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Voglia e paura di cambiare (prima parte)

di Antonio Quaglietta

Nuova tappa del nostro percorso di Sviluppo e Crescita personale: parliamo di desiderio e paura di cambiare.

Riprendo un mio articolo del 2004 rileggendolo oggi mi sono reso conto che è ancora molto attuale e adatto allo spirito di Ricomincio da Me, spero ti piaccia. La voglia di cambiamento è una delle sensazioni che ci accompagna molto spesso. Esasperando un po’, si potrebbe addirittura dire che è una costante della nostra vita. Pensiamoci, perché la mattina ci alziamo e iniziamo a “correre”?

Una risposta molto probabile è che c’è qualcosa di nuovo, di diverso che desideriamo, che inseguiamo, qualcosa cui, più o meno consapevolmente, tendiamo. C’è qualcosa che vogliamo cambiare. Questo qualcosa può essere un ambiente in cui agiamo (vorrei una famiglia più serena!), uno stato d’animo (vorrei sentirmi più tranquillo!), un comportamento (vorrei parlare di più quando conosco nuove persone!) una capacità da apprendere o da affinare (vorrei imparare o migliorare il mio inglese!), un valore (vorrei essere più libero!), o addirittura unidentità (vorrei essere una persona diversa, vorrei essere più…vorrei essere meno…!). 

Quante cose abbiamo voglia, desiderio di cambiare?

Il cambiamento è un processo a più livelli e la nostra vita è costellata, pervasa di desideri, di vorrei.

Spesso però, la frase completa che definisce la nostra voglia di cambiamento è “Vorrei tanto……MA…….” Perché?

 

Si sente parlare spesso di paura del cambiamento e credo che anche questa sensazione ci sia molto familiare. Cos’è la paura del cambiamento? Perché c’è? Come la esprimiamo?

 

Non è semplice rispondere a queste domande ma proviamo a vederci un po’ più chiaro.

La paura è una delle nostre emozioni fondamentali. La sensazione che sperimentiamo è il risultato di un meccanismo efficientissimo e indispensabile per la nostra vita. La paura, come emozione, come sensazione fisica è, appunto, la spia luminosa, il campanello d’allarme di un perfetto meccanismo di controllo  che ci fa riconoscere un pericolo, prima che noi possiamo consapevolmente rendercene conto e ci fa reagire ad esso.

Prova solo a immaginare vividamente di sporgerti da un balcone posto a un’altezza elevata dal suolo. Cosa succede?
Il sangue si gela nelle vene?
Il battito cardiaco aumenta?
Senti l’adrenalina attraversare velocemente il tuo corpo?
Provi brividi?
La sudorazione aumenta?

Tranquillo, stai solo provando quanto è efficace lo spettacolare meccanismo d’allarme chiamato “paura”.

Cosa accadrebbe su quel balcone se per un po’ il nostro controllore andasse in vacanza? Dove finiremmo se sporgendoci, con il busto sempre più nel vuoto, ci sentissimo tranquilli?

La paura è una nostra parte fondamentale, la nostra più fedele alleata. Ricordiamocene quando cerchiamo di sfrattarla, quando la trattiamo come un’estranea ospite indesiderata o addirittura come una nemica.

 

Colleghiamo ora i due concetti, paura e cambiamento, chiediamoci “Perché,  quando pensiamo al cambiamento, il nostro sistema di sicurezza si attiva?”

La risposta possiamo darcela da soli:

Ci sentiamo più a nostro agio in casa nostra o in una via buia e deserta di una città nuova?

Tutto ciò che non conosciamo, che è poco familiare, attiva il nostro meccanismo che ci deve tenere in allerta per reagire a eventuali pericoli!     

 

Beh, è lampante che attuare un processo di cambiamento significa andare in direzione del nuovo, di qualcosa a noi sconosciuto.

Tutto ciò che già abbiamo, facciamo, pensiamo e siamo è casa nostra, la nostra area di comfort!
Ciò che desideriamo rappresenta un luogo nuovo e sconosciuto, una strada inconsueta da percorrere, una città a noi per niente familiare!

Possiamo dunque dire che il cambiamento ci fa tanta più paura, quanto minori sono le informazioni che abbiamo su di esso.

Facciamo un altro semplice esempio che può chiarire ancora meglio questa connessione: se prepariamo un viaggio e non sappiamo dove precisamente finiremo, cosa troveremo, come viaggeremo, cosa portare con noi e quali benefici ci darà questo viaggio,

come ci sentiamo?

Cosa proviamo?

Quanta paura abbiamo?

 

Se prepariamo lo stesso viaggio, scegliendo un posto che ci piace, vedendo un depliant del posto con foto e spiegazioni, prenotando i mezzi appropriati e sapendo cosa mettere in valigia,

quanto diversa è la sensazione?

Cosa proviamo?

 

Il cambiamento è così, può essere molto divertente e veloce ma stando attenti a rispettare delle piccole indicazioni che lo rendono tale.

 

Spesso diciamo di voler cambiare ma per questo viaggio

C’è una destinazione precisa sul biglietto?

Abbiamo un’idea chiara di cosa troveremo?

Quanto tempo ci fermeremo?

Conosciamo i vantaggi che otterremo?

Come affronteremo i piccoli contrattempi che potremo incontrare?

Cosa dobbiamo portare con noi?

 

Per ora rispondi a queste domande pensando alle situazioni in cui hai voglia di cambiare ma la paura ti blocca.

Condividi le tue impressioni, esperienze, storie, paure...

Cresciamo condividendo!

Nella seconda parte di questo post... ne vedremo delle belle!

 

Splendida giornata a te!

 

Antonio

Esercizi di autostima Motivazione e Positività Comunicazione Efficace 

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Commenti

19/01/2012 09:53:11
Antonio Q

Anonimo scrive:

"diciamo che non sopporto di essere sopraffatto dalla paura, e le cose che mi spaventano le affrronto per prima.
Chissà? ( ma se pò dì chissà,è corretto grammaticalmente ? boh....)
Forse è perchè non riesco a reggere quel tipo di dolore ? ariboh..."


Caro anonimo,

è un'ottima soluzione affrontare subito le cose che ci spaventano.

La paura affrontata è una paura eliminata...la paura evitata è una paura alimentata!

attenzione solo a non aver paura della paura... altrimenti il circolo vizioso sembra che si spezzi ma in realtà si alimenta! ;-)

Splendida giornata a te!

Antonio

19/01/2012 09:41:49
Antonio Q

anto.dd scrive:

Uscire dalle proprie paure può essere un percorso lungo e faticoso...ma la LIBERTA' NON HA PREZZO!
Ho iniziato da poco un percorso di crescita sia individuale che di gruppo e ho scoperto la forza di condividere, raccontarsi e ascoltare storie di vita.
Una delle prime cose che la paura ti fa credere è che sei sola nel tuo "girone"!
La mia paura mi teneva isolata dal mondo pur vivendo in una famiglia numerosa e lavorando in un ambiente pubblico.
Nessuno riusciva ad attraversare il fossato che mi ero costruita intorno.Ero io che non lo permettevo.
Ma prima o poi le paure trovano il modo per venire affrontate...se le lasci lì facendo finta di niente loro crescono mentre tu menti solo a te stesso.
CHIEDI AIUTO, PARLA CON QUALCUNO!!!
Il mondo è pieno di persone che possono aiutarti!
E se la prima persona non è quella giusta, insisti, non tirarti indietro!
TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI ESSERE FELICI.
Il mio primo passo è stato quello di trovare una persona meravigliosa che mi ha insegnato a sostituire paura con FIDUCIA...

Auguro questo a tutti voi BUON ANNO ma soprattutto BUONA VITA

e...GRAZIE Antonio per questo spazio:)

p.s: o vediamo se dopo vari tentativi riesco a mandare un commento!!


Cara Anto,

Grazie di cuore per questa bellissima condivisione ricca di gioia, verità e speranza. Sono certo che servirà a molti come riflessione e come spinta verso il cambiamento e la conquista della propria LIBERTA' PERSONALE.

Ti abbraccio!

Antonio

18/01/2012 21:41:44
Anonimo

diciamo che non sopporto di essere sopraffatto dalla paura, e le cose che mi spaventano le affrronto per prima.
Chissà? ( ma se pò dì chissà,è corretto grammaticalmente ? boh....)
Forse è perchè non riesco a reggere quel tipo di dolore ? ariboh...

02/01/2012 15:00:18
anto.dd

Uscire dalle proprie paure può essere un percorso lungo e faticoso...ma la LIBERTA' NON HA PREZZO!
Ho iniziato da poco un percorso di crescita sia individuale che di gruppo e ho scoperto la forza di condividere, raccontarsi e ascoltare storie di vita.
Una delle prime cose che la paura ti fa credere è che sei sola nel tuo "girone"!
La mia paura mi teneva isolata dal mondo pur vivendo in una famiglia numerosa e lavorando in un ambiente pubblico.
Nessuno riusciva ad attraversare il fossato che mi ero costruita intorno.Ero io che non lo permettevo.
Ma prima o poi le paure trovano il modo per venire affrontate...se le lasci lì facendo finta di niente loro crescono mentre tu menti solo a te stesso.
CHIEDI AIUTO, PARLA CON QUALCUNO!!!
Il mondo è pieno di persone che possono aiutarti!
E se la prima persona non è quella giusta, insisti, non tirarti indietro!
TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI ESSERE FELICI.
Il mio primo passo è stato quello di trovare una persona meravigliosa che mi ha insegnato a sostituire paura con FIDUCIA...

Auguro questo a tutti voi BUON ANNO ma soprattutto BUONA VITA

e...GRAZIE Antonio per questo spazio:)

p.s: o vediamo se dopo vari tentativi riesco a mandare un commento!!

13/07/2011 10:47:21
Antonio Q

V80 scrive:

"indubbiamente un cambiamento puo lasciare inizialmente sopresi e sgomenti chi abbiamo intorno...tuttavia ci sono persone, si contanto sulla punta delle dita, che ci sanno vedere per quelli che siamo da sempre e aldila dei condizionamenti ..quando finalmente riusciamo ad attuare il cambiamento ed uscire dal guscio gioiscono per noi. D'altra parte pero è anche triste constatare come invece spesso la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni..
Sono grata per chi gia mi apprezza e cerco di mantenermi fiduciosa che alla fine tutti possano trovare un loro equilibrio.Tuttavia capisco la rabbia che possa derivare nell'appurare certi meccanismi di comodo.. ci si sente traditi , sfruttati da chi puo fare resistenza al cambiamento, e anche presi in giro.."ti arrabbi perche ti tolgo il tuo comodo", della serie oltre che il danno la beffa! E poi la frustrazione che questo possa gererare..Caro Antonio, volevo chiederti a questo proposito cosa pensi della rabbia..so che puo essere costruttiva se, come la paura infatti ci aiuta ad agire in modo costruttivo, o distruttiva , se focalizzata sul rimuginare o l'opposizione aggressiva. Credo comunque come sentimento, seppur meno evoluto diciamo, non vada condannato..e credo in questo sentimento a volte risiedano anche molti sensi di colpa
Quale è la tua opinione in merito ?
grazie , un saluto"


Cara V80,
grazie dell'intervento utilissimo a chiarire un po' di punti.

Per quanto riguarda la resistenza al cambiamento io direi che essa è fisiologica in ogni sistema, in noi, come nelle relazioni che creiamo. Non è cattiveria quella di chi resiste al cambiamento è solo preservazione naturale dell'equilibrio che si è creato. ognuno di noi, come ogni sistema in nstura tende a difendere se stesso mantenendo gli equilibri che ha creato e che gli garantiscono la sopravvivenza... il "comodo" che tu individui appunto.

Un utile esercizio che possiamo fare è vedere quanto noi siamo chiusi a ciò che è veramente nuovo per noi e per i nostri rapporti. Quanto più riusciamo a vedere questi naturali meccanismi in noi, tanto più tendiamo ad affrontarli e a capire anche gli altri.

Rispetto alla tua frase "la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni.. " sono d'accordo che spesso le relazioni sono sbilanciate e illusorie (infatti poi provocano grandi delusioni) e ti chiedo:
noi non siamo però parte di queste relazioni?
non partecipiamo a creare queste illusioni?

Le persone spesso vedono di noi ciò che gli mostriamo. Iniziamo, dunque noi, a cambiare, a mostrarci per ciò che siamo ad accettare la naturale conseguenza di piacere a molti e non piacere a tanti altri e vediamo cosa accade.

Ogni vero cambiamento inizia dentro di noi; "Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" Mahatma Gandhi

Per la rabbia infine, credo sia, in questo caso, la conseguenza di ciò che ho detto sopra... penso che possiamo trasformare la rabbia verso chi si oppone al nostro cambiamento in attivazione positiva per incrementare il cambiamento stesso comprendendo meglio i meccanismi del cambiamento e risolvendo equivoci relazionali che creiamo e aumentando la trasparenza con noi stessi e con gli altri.

Spero di essermi fatto capire.

Ti abbraccio

augurandoti splendidi cambiamenti! ;-)

Antonio

12/07/2011 23:45:50
V80

indubbiamente un cambiamento puo lasciare inizialmente sopresi e sgomenti chi abbiamo intorno...tuttavia ci sono persone, si contanto sulla punta delle dita, che ci sanno vedere per quelli che siamo da sempre e aldila dei condizionamenti ..quando finalmente riusciamo ad attuare il cambiamento ed uscire dal guscio gioiscono per noi. D'altra parte pero è anche triste constatare come invece spesso la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni..
Sono grata per chi gia mi apprezza e cerco di mantenermi fiduciosa che alla fine tutti possano trovare un loro equilibrio.Tuttavia capisco la rabbia che possa derivare nell'appurare certi meccanismi di comodo.. ci si sente traditi , sfruttati da chi puo fare resistenza al cambiamento, e anche presi in giro.."ti arrabbi perche ti tolgo il tuo comodo", della serie oltre che il danno la beffa! E poi la frustrazione che questo possa gererare..Caro Antonio, volevo chiederti a questo proposito cosa pensi della rabbia..so che puo essere costruttiva se, come la paura infatti ci aiuta ad agire in modo costruttivo, o distruttiva , se focalizzata sul rimuginare o l'opposizione aggressiva. Credo comunque come sentimento, seppur meno evoluto diciamo, non vada condannato..e credo in questo sentimento a volte risiedano anche molti sensi di colpa
Quale è la tua opinione in merito ?
grazie , un saluto

27/06/2011 09:09:15
Antonio Q

francesca scrive:

"Bell'articolo"


Grazie di Cuore Francesca rimani dei nostri!

26/06/2011 13:33:52
francesca

Bell'articolo

07/06/2011 15:30:57
Antonio Q

pulcetony scrive

"Ciao, sono Antonella, ho 44 anni ed una vita "apparentemente normale", ma in realtà dentro di me sono dominata dalla paura da sempre. In ogni mio gesto, parola o movimento c'è il disagio costante della paura, di sbagliare, di cambiare, di parlare, di non piacere, di non aver diritto, di vivere. Una guerra continua cominciata da piccola con la paura più grande di tutte, quella di mio papà. Una decina di anni fa avevo intrapreso un percorso con un gruppo di risveglio della propria consapevolezza proprio per riuscire a superare alcune di queste paure, ma è stato così doloroso che ho smesso dopo qualche anno più sconfitta che mai..
Il bello è che nessuna delle persone che mi circondano sanno di queste mie angosce, sono bravissima a nasconderle, anni ed anni a far finta che tutto vada bene.
Ma come si fa a vivere così???"

Cara pulcetony,

grazie innanzitutto di esserti aperta e averci donato una parte così importante di te.

Come si fa a vivere così... credo che solo tu possa saperlo, io posso solo immaginare che sia stata dura e faticosa la strada degli ultimi dieci anni. Tutte le nostre vite sotto l'apparenza di normalità celano una umana sofferenza che ognuno tende a celare al mondo e spesso anche a se stesso.

Personalmente ti direi di iniziare proprio dalla fine, dal fatto che nessuna delle persone a te vicina immagina o sente la tua sofferenza nascosta.
Non cercare di combattere tutte le tue paure, insieme sembrano forti e imbattibili.

Inizia da una, e io ti direi di iniziare dall'apice:
Cara, combatti la tua paura della paura!!

La paura finché la nascondi, nel buio, acquista potere e sembra sempre più forte... se la porti allo scoperto ti accorgi che è un fantasma, alla luce del sole scompare perché è solo un'immagine... è fatta di aria.

CONFESSA L'INCONFESSABILE SEGRETO!!

Inizia a dire a qualcuno che hai le tue fragilità, le tue paure... condividi, come hai fatto oggi con noi, questo macigno che senti dentro... per sgretolarlo.

Attenta, rispetta i tuoi tempi e i tuoi modi, scegli con cura le prime persone con cui condividere, fallo a modo tuo ma SEMPLICEMENTE FALLO!

Ti ringrazio ancora del dono che ci hai fatto!

Facci sapere come va è importante...

TI ABBRACCIO E TI AUGURO UNA SPLENDIDA GIORNATA!

Antonio

07/06/2011 13:38:54
pulcetony

Ciao, sono Antonella, ho 44 anni ed una vita "apparentemente normale", ma in realtà dentro di me sono dominata dalla paura da sempre. In ogni mio gesto, parola o movimento c'è il disagio costante della paura, di sbagliare, di cambiare, di parlare, di non piacere, di non aver diritto, di vivere. Una guerra continua cominciata da piccola con la paura più grande di tutte, quella di mio papà. Una decina di anni fa avevo intrapreso un percorso con un gruppo di risveglio della propria consapevolezza proprio per riuscire a superare alcune di queste paure, ma è stato così doloroso che ho smesso dopo qualche anno più sconfitta che mai..
Il bello è che nessuna delle persone che mi circondano sanno di queste mie angosce, sono bravissima a nasconderle, anni ed anni a far finta che tutto vada bene.
Ma come si fa a vivere così???

30/04/2011 10:47:50
Antonio Q

Cara Rosa,
il tuo non è un caso né unico né raro purtroppo con le paure va sempre così:

Paura evitata paura amplificata... paura affrontata paura eliminata!

Una buona regola da capire rispetto alla paura è che ogni volta che "evito" ciò che mi fa paura giustifico e rinforzo la paura stessa. Pensaci bene, ogni volta che eviti qualcosa la volta successiva ti senti più sicura o meno sicura?

Certamente meno, più evito più ho paura.

Ogni volta che invece affronti la situazione?
Al di là dei risultati, ti senti sempre più forte e più capace rispetto alla situazione. Sai di poterlo fare!

Rimedio dunque...affrontare anche a piccole dosi le proprie paure... ovviamente è un argomento da affrontare bene e quindi ti ringrazio di avrlo proposto, sarà tema di un prossimo post.

Grazie di cuore!

Splendida giornata a te!

Antonio


29/04/2011 18:18:09
rosa

Ciao Antonio, torno a scriverti su questo tema perchè mi sono chiesta anche , perchè la paura diventa fobia a volte, e come fare per liberarsene es: Io temo di guidare, ho la patente da anni e non sono mai riuscita a guidare. Mi dico che non aver avuto la macchina a disposizione subito perchè non potevo permettermela, e quindi non avendo fatto subito pratica, mi ha impedito in seguito di riprovarci dalla paura di procurare danni a qualcuno.
C'è rimedio a questo? Per non ripetere l'errore mia figlia ha appena preso la patente, ma non vuole la macchina perchè per il momento non le serve sta studiando all'università e va con il treno.............temo che succeda anche a lei, che mi dici?

26/04/2011 21:19:04
Antonio Q

Cara anna70Vittoria,

Come dicevo nel precedente commento è assolutamente normale che quando in un sistema familiare che ha i propri equilibri e in cui ognuno "recita" il suo ruolo (tu in questo caso quello di "una persona accomodante,tranquilla che ha fatto sempre la brava ,la bella e la buona......") qualcuno cambia ruolo, gli altri componenti tendano a vedere questo cambiamento come minaccioso per il sistema. Le reazioni di resistenza sono assolutamente normali e vanno comprese ma certo non assecondate.

Altro fattore da tenere in considerazione è che tu stai attuando questo cambiamento in modo aggressivo e la loro resistenza e la tua aggressività rischiano di alimentarsi a vicenda in circolo vizioso.

Se il tuo cambiamento è vero e sentito, mantieni la posizione con fermezza ma non aggressiva... ascolta le loro ragioni e cerca di chiarire loro che questo cambiamento è importante e necessario per te. Porta avanti la tua PACIFICA BATTAGLIA! ;-)

Ovviamente questa è solo la prima delle infinite possibilità... se non funziona, tocca provare altro... poi altro... poi altro.

Splendida giornata a te!

Antonio

26/04/2011 10:40:31
anna70

buongiorno,rispondo alle tue domande.Inquesto momento della mia vita sto provando ad essere più libera di dire la mia verità senza ipocrisia, probabilmente lo sto facndo in modo aggessivo.Le persone che mi stanno intorno forse non accettano questo tipo di cambiamento, perchè fin a ora hanno visto in me una persona accomodante,tranquilla che ha fatto sempre la brava ,la bella e la buona......
Dammi qualche consiglio.
ciao vittoria

22/04/2011 10:30:22
Antonio Q

SONIAIMB84 scrive:

"io non ho paura di cambiare, ho capito cosa non va..cosa non mi fa stare bene, ossia la discrepanza tra ciò che sono e quello che trasmetto..sto lavorando sul cambiare il mio modo di trasmettere il mio essere ma gli altri che mi hanno sempre vista in un modo sapranno accettare il cambiamento?o non ne vedranno autenticità?si cambia si cresce ma per quest'ostilità al cambiamento potremmo non essere riconosciuti ed accettati..."

Sonia cara,

Grazie delle tue utilissime domande.

Cerco di risponderti dicendo che ogni volta che c'è cambiamento c'è resistenza.
La resistenza al cambiamento è naturale e inevitabile da parte di ogni persona e di ogni sistema (famiglia, coppia, amici, ambiente di lavoro).

Semplicemente perché tendiamo a mantenere lo status quo... le cose esattamente così come sono, pensando che l'equilibrio che abbiamo creato sia il migliore...solo perché oramai lo conosciamo e quindi sappiamo gestirlo.

Allo stesso modo, però, è vero che ogni volta che un cambiamento supera l'iniziale resistenza, si creano nuovi equilibri.

Quindi ti dico, se il tuo cambiamento è utile per te, vero e sentito, piano piano vedrai che si creeranno nuovi equilibri.

In questi nuovi equilibri può darsi che qualcuno si allontanerà. Anche questo è parte della vita, è giusto sempre che ognuno abbia la libertà di scegliere se seguirci nel nostro cammino di vita o a un certo punto cambiare strada... casomai poi ci si ritrova.

La domanda è

è più importante per te cambiare, crescere e accrescere il tuo benessere o preoccuparti di eventuali reazioni di qualcuno?

Facci sapere.

Ti auguro una splendida giornata!

Antonio

22/04/2011 10:17:42
Antonio Q

anna70 scrive:

"La voglia di cambiare ci accompagna spesso nella nostra vita, pero' qualcosa ci ferma,non ci fa trovare il coraggio di andare oltre.Quel qualcosa si chiama paura , ma paura di cosa? forse di noi stessi? e di quello che non conosciamo.
Una situazione in cui avrei voglia di cambiare e quella di poter dire sempre la mia verita' senza ipocrisie,liberarmi da certi schemi soprattutto f
amiliari in cui sei incastrato.
ciao Vittoria."

Cara anna70Vittoria :),

Grazie della tua condivisione. Due domande mi sorgono spontanee sono

Cosa precisamente ti impedisce di dichiarare le tua verità senza ipocrisie e liberarti dagli schemi familiari in cui sei incastrata?

Cosa accade se inizi a farlo?

Facci sapere!

Splendida giornata a te!

Antonio



22/04/2011 10:12:04
Antonio Q

Edwige Nyouma scrive:

"Ultimamente, ho deciso di fare fronte alle mie paure e ho deciso di provare tante cose che non facevo prima. Velo dico subito: ci vuole tanto coraggio ma alle fine ci rendiamo conto che noi stessi, ci mettiamo tanti limiti per niente. Quindi per cambiare ci vuole coraggio."

Grazie cara Edwige per aver ricordato u principio molto importante ovvero che la maggior parte dei limiti che vediamo siamo noi a metterli. L'uomo è l'unico animale che rimane chiuso in gabbie che lui stesso si costruisce.

Il lato positivo è che sei noi costruiamo le nostre gabbie... noi siamo in grado di aprirle e smantellarle.
Coraggio allora... iniziamo! ;-)

Splendida giornata a te!

Antonio


21/04/2011 22:35:09
SONIAIMB84

io non ho paura di cambiare, ho capito cosa non va..cosa non mi fa stare bene, ossia la discrepanza tra ciò che sono e quello che trasmetto..sto lavorando sul cambiare il mio modo di trasmettere il mio essere ma gli altri che mi hanno sempre vista in un modo sapranno accettare il cambiamento?o non ne vedranno autenticità?si cambia si cresce ma per quest'ostilità al cambiamento potremmo non essere riconosciuti ed accettati...

21/04/2011 10:29:57
anna70

La voglia di cambiare ci accompagna spesso nella nostra vita, pero' qualcosa ci ferma,non ci fa trovare il coraggio di andare oltre.Quel qualcosa si chiama paura , ma paura di cosa? forse di noi stessi? e di quello che non conosciamo.
Una situazione in cui avrei voglia di cambiare e quella di poter dire sempre la mia verita' senza ipocrisie,liberarmi da certi schemi soprattutto f
amiliari in cui sei incastrato.
ciao Vittoria.

20/04/2011 22:37:26
Edwige Nyouma

Ultimamente, ho deciso di fare fronte alle mie paure e ho deciso di provare tante cose che non facevo prima. Velo dico subito: ci vuole tanto coraggio ma alle fine ci rendiamo conto che noi stessi, ci mettiamo tanti limiti per niente. Quindi per cambiare ci vuole coraggio.

20/04/2011 11:01:48
Antonio Q

Rosa scrive:

"Certo la conoscenza sul cambiamento che vogliamo fare ci aiuta a viverlo meglio, nonostante tutto l'incognita sul come sarà dopo, ci mette a disagio, la sicuressa del presente però non deve impedirci di provare a cambiare se questo è un nostro grande desiderio.
Ecco secondo me solo se il desiderio di cambiare è grande si può superare la paura della novità da affrontare!
Buona serata Antonio,
ti ho lasciato il mio pensiero, ciao, rosa"

Cara Rosa,

che dire hai aggiunto un tassello fondamentale, il desiderio grande, la motivazione forte a cambiare sono elementi fondamentali per affrontare il cambiamento e la normale paura che ne deriva.

Grazie di cuore!

Splendida giornata a te!

Antonio

20/04/2011 10:40:23
Antonio Q

Rossella scrive:

"Diciamo che sono ottimi spunti di riflessione, ma quel nostro desiderio di cambiamento spesso nasce senza connotati precisi piuttosto sulla spinta di un malessere generalizzato e quindi rispondere a tali domande sembra difficile.
Ma se cercare di gestire un cambiamento "desiderato"
forse è possibile, vorrei sapere come gestire invece un cambiamento deciso dagli altri e che ci coinvolge nostro malgrado. In questo cambiamento sicuramente la paura è maggiore perchè ci sembra di non poter governare il processo."

Cara Rossella,

hai centrato il punto e anche molto bene: spesso mossi da un malessere generalizzato rischiamo di desiderare un cambiamento altrettanto vago e generalizzato e di partire senza una meta. Così facendo però iniziamo spesso viaggi che non hanno un fine né una fine. Fare chiarezza è proprio ciò che ci vuole nei momenti in cui il malessere è generalizzato; non tanto per ricercare obbligatoriamente le cause ma per mettere a fuoco il problema e iniziare a trovare nuove efficaci soluzioni.

Per il secondo punto sul cambiamento deciso da altri direi che innanzitutto sentirsi totalmente estranei a decisioni di cambiamento che coinvolgono la nostra vita... Mmmhh.... non ci da sensazioni molto positive. Quindi ti direi riprendi la tua parte, piccola o grande che sia di responsabilità in queste scelte. Altrimenti non è paura che senti ma impotenza e costrizione.

Cerchiamo sempre di vedere molte possibilità ricordandoci che ognuno di noi sceglie sempre la migliore tra le opzioni che vede... non tra quelle che ci sono!

Chiediti cosa precisamente ti impedisce di dire la tua o di opporti o di mettere dei limiti a questo cambiamento o di scoprire quali opportunità ti può dare.... o... o... o...

Spero di esserti stato di aiuto!

Grazie di cuore della condivisione.

Splendida giornata a te!

Antonio

19/04/2011 19:26:24
rosa

Certo la conoscenza sul cambiamento che vogliamo fare ci aiuta a viverlo meglio, nonostante tutto l'incognita sul come sarà dopo, ci mette a disagio, la sicuressa del presente però non deve impedirci di provare a cambiare se questo è un nostro grande desiderio.
Ecco secondo me solo se il desiderio di cambiare è grande si può superare la paura della novità da affrontare!

Buona serata Antonio,
ti ho lasciato il mio pensiero, ciao, rosa

19/04/2011 16:49:16
rossella

C’è una destinazione precisa sul biglietto?
Abbiamo un’idea chiara di cosa troveremo?
Quanto tempo ci fermeremo?
Conosciamo i vantaggi che otterremo?
Come affronteremo i piccoli contrattempi che potremo incontrare?
Cosa dobbiamo portare con noi?

Diciamo che sono ottimi spunti di riflessione, ma quel nostro desiderio di cambiamento spesso nasce senza connotati precisi piuttosto sulla spinta di un malessere generalizzato e quindi rispondere a tali domande sembra difficile.
Ma se cercare di gestire un cambiamento "desiderato"
forse è possibile, vorrei sapere come gestire invece un cambiamento deciso dagli altri e che ci coinvolge nostro malgrado. In questo cambiamento sicuramente la paura è maggiore perchè ci sembra di non poter governare il processo.


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